Maschera
regionale Calabrese, il suo nome è: Coviello ed una tra le
maschere teatrali, e non, che più sfugge ad una definizione. Né
il suo ruolo scenico né il costume presentano infatti nel tempo
la regolarità che consentirebbe di ancorarli a un "tipo".Il
suo nome deriva per contrazione da Iacoviello, corrispondente in
italiano a Giacometto.
La sua parte d’attore nella commedia dell’arte, cambia
sovente secondo la trama; a volte è un servo altre un bravo,
oppure un buon padre di famiglia o avido albergatore, Coviello
venne definito, la maschera delle maschere, la traduzione
scenica del tema della variazione affidato a un personaggio
inafferrabile e imprevedibile.
"Coviello, cui è talvolta attribuito un cognome variabile
quale Citrullo, Citrulli, Ciavala, Gazzo o Cardocchia, si
presenta come una figura poliforma, da mille volti e da
molteplici atteggiamenti."
Il costume del personaggio non è ben definito, a fianco ne
vediamo uno fra i tanti tipici. Ciò che non mancava mai nel
costume di Coviello, era il suo mandolino. L’abito ricorda molto
quello dei giullari medievali, i pantaloni aderenti azzurri
portavano sui lati una striscia gialla ove venivano cuciti
bottoni o sonagli. Il corpetto era a strisce orizzontali azzurre
gialle e vola, che portava sopra una camicia bianca, con un
mantello azzurro legato sulle spalle. Accessori oltre al
mandolino, portava in viso una mezza maschera nera con lo guance
rosse ed un cappello nero e piumato.