Civetta
per definizione e naturalmente bugiarda, ma sempre a fin di
bene, Colombina era la servetta più celebre nella commedia
dell’arte.Rappresenta insieme a pantalone la città di
Venezia.
L’arte di Colombina era quella si favorire gli intrighi
amorosi di cui era spettatrice o protagonista, che lei fosse
sposa d’Arlecchino (foto in basso) o di un altro zanni, sia che
fosse serva o figlia di Pantalone il suo ruolo non cambiava.
Caratteristica predominante di Colombina era la sua abilità
nello sfilarsi bigliettini dal grembiule o dal corpetto e
passarli con maestria ad innamorati che con destrezza pari a lei
ricevevano messaggi.
La morale di Colombina è semplice e allo stesso tempo
versatile: il tipo umano è quello della donna intelligente che
sa di vivere in un mondo dove vigono le leggi degli uomini,
fatte da uomini e per gli uomini, e che non altrimenti da una
donna possono essere aggirate se non con l’astuzia che deriva da
una spiccata sensibilità.
Il costume di Colombina presenta innumerevoli varianti,
sebbene il personaggio classico vesta una sottana azzurra a
balze su cui appoggiava un grembiule bianco come il corpetto
ricoperto da una giacca rossa orlata di passamaneria dello
stesso colore della gonna. Sul capo la servetta indossava un
fazzoletto sistemato a foggia di crestina e fermato da un
nastro.
Quando colombina fu portata in Francia il suo carattere muto,
s’ingentilì e vestì abiti più raffinati senza , però mutare la
sua giovane malizia che all’occasione sa provocare e non si
lascia intimidire da niente e da nessuno. Da lei derivò il tipo
teatrale della soubrette chiacchierina e impertinente.