Pulcinella la maschera più famosa
della tradizione napoletana, fa parte anch’egli della
categoria degli zanni. Il classicismo del Pulcinella si
contrappone al romanticismo nordico dell’Arlecchino, anche
se nel loro atteggiamento hanno molte somiglianze.
Le origini di questa maschera
affondano nel tempo dei mimi; disse G. Malipiero: "come il
Macco delle atellane, Pulcinella è scimunito, ingordo,
ladro, astutonell’arte di piacere ai grandi e di rendersi
necessario. La sua specialità era quella di imitare il
canto degli uccelli e il pigolio dei polli, li imitava con
una specie di strumento che appoggiava alla bocca, lo
sgherro, che adoperavano i burattini greci per riprodurre
la voce degli attori veri: da questo suo emanar di voce
pigolante lo chiamarono Pullus gallinaceus, pulcino, da
cui Pulcinella".
La tradizione vuole assegnare la
creazione di Pulcinella a Silvio Fiorillo che nel XV
secolo lo rappresentò come gobbo e allampanato, vestito
alla maniera degli zanni, con cappello bicorno, baffi e
barba. Questo modello era destinato ad evolversi
rapidamente,il volto del personaggio si pulì e si ricopri
con una mezza maschera con il naso pronunciato e il
cappello bicorno si trasformò in uno zuccotto.
Per definizione pigro e
credulone, capace di amori sviscerati e di cambiamenti di
umore repentini, imbroglione e generoso, balordo e
insensato al punto che non sa distinguere la destra dalla
sinistra; il suo ideale di vita è non far nulla ma
soddisfare comunque il formidabile appetito, cosa per cui
è disposto a tutto, raccontar bugie, a rubare e persino a
farsi prendere a bastonate in una girandola di gag che lo
rendono irresistibile alle risate.
I segreti sono "segreti di
Pulcinella", cioè noti a tutti, le sue nozze "le nozze di
Pulcinella", finiscono immancabilmente in rissa, il suo
modo di fare, "essere un pulcinella", significa cambiare
opignone nello spazio di un minuto.
La sua morale è semplice:
prendere la vita con filosofia e, se è il caso, farsi una
bella cantata.
Il Pulcinella fu esportato un po’
in tutta europa lo troviamo in francia con il nome di
Pollichinelle, dove vestiva un abito multicolore e con una
doppia gobba che ne deformava la persona; in germania era
Hans-Wurst; in spagna Don Christowal; in olanda Tonnelgek
e in Inghilterra era Punch.