
Ebbene
sì, finalmente l’abbiam fatta! La storia della nostra mitica Pula inizia alle
9 di sabato 19 febbraio 2000, davanti al Bar Giardini, quando 10 buffoni vestiti
di giallo e di viola, insieme al rappresentante di una delle compagnie più importanti
del Carnevale, i “Batusu”, si son trovati insieme alla squadra della banda per
fare il giro di Via Matteotti, fine Corso Nuova Italia, Via della stazione (e
annessi e connessi) e Via dell’ Ipparco. Questoè stato il menu della mattinata,
che si è conclusa in sala banda, in cui i nostri piumbaroli han pranzato esibendosi
in una gara di masticazione a ostacoli, e di esercizio dei lardominali.
Dopo
il pranzo si sono aggiunti un’altra decina di piumbaroli e il giro è ripreso,
questa volta sul “Tamagnun” che ha portato i nostri eroi verso le cascine dalla
parte di Carisio-Brianco, nelle quali gli ospitanti son stati molto generosi
col cibo e gli abbeveraggi, per cui i nostri coraggiosi non hanno potuto negare
loro alti numeri di scuola fognistica…
Dopo
tutti questi avvenimenti, prima del rientro della Pula, i nostri si son nuovamente
trovati in sala banda per la cena.
Dopo
la cena, “La Piumba” è salita sul Tamagnun, che l’ha portata al luogo previsto
per il rientro, cioè Strada Vecchia di Biella.
C’è
stata musica per tutti, al rientro, grazie alla Banda, ma anche la Piumba non
si è certo risparmiata in salti, corse e balli, e il Corso Nuova Italia ha potuto
riassaporare ancora una volta l’allegria del Carnevale.
Si
è finito al Bar Giardini e nel frangente si è consegnato alla Banda con una
solenne cerimonia lo stemma della Piumba, in ringraziamento della gentilezza
e della disponibilità dimostrata.
La Congrega è stato un batti e ribatti di offerte (amici, ahrarara, vendo scatola di Simmental, quasi nuova, solo £ 300000! Ahrarara! ), scherzi e cooperative del latte, per poi concludersi in un avvolgimento generale della Piumba con la figlia del nostro bravo barista Adamo. Il bilancio finale è stato di oltre 4000000 di lire + 1825000 di questua (ricavato dei soldi offerti dagli abitanti di Santhià) ma soprattutto di un grande divertimento per tutti i partecipanti alla pula e alla Congrega.